Ospedale di Volterra? Più ombre che luci. Incertezze anche sull’Auxiliun

Il Consigliere di UPV, Paolo Moschi in una nota prende posizione sull’attuale situazione dell’Ospedale di Volterra. Una situazione che a suo dire ha più ombre che luci. Vediamo cosa scrive Moschi: “Esistono dei nodi che ad oggi sembrano purtroppo non volersi risolvere. In ortopedia assistiamo ad una diminuzione del numero di interventi, nonostante l’alta qualità del reparto. Si rischia di far passare un messaggio sbagliato, come quello che l’ospedale non sia sicuro, di professionisti se ne vanno e di una scarsa attenzione, anche in termini di mezzi, da parte della direzione Asl. Eppure i pazienti riferiscono costante soddisfazione per i servizi ricevuti al S.Maria Maddalena.
In chirurgia il personale pensionato non viene rimpiazzato, con un primario a Pontedera che sembrerebbe forse più intento a perseguire l’obbiettivo aziendale del reparto ambulatoriale con chiusura alle 20, che ad uno sviluppo, ma sarei felice di essere smentito.
In un primo momento infatti avevamo accolto con entusiasmo l’idea degli interventi minori su Volterra, ad oggi dobbiamo constatare trattarsi di lettera morta, per non dire di presa di giro. In anestesia grava invece  l’annoso problema della rianimazione\terapia intensiva: se potessimo contare su qualche letto di intensiva il livello della nostra chirurgia potrebbe salire, e quantomeno molti pazienti non verrebbero dirottati altrove  con la motivazione che qui mancano strutture di supporto. Operazione che La Lista Civica Uniti per Volterra perseguirà fino alla fine, cercando di individuare eventuali responsabilità di chi ad oggi non abbia permesso una cosa che dovrebbe essere ovvia, viste anche le strutture presenti in loco. Persino in ambito Auxilium Vitae, che sottolineiamo essere un’eccellenza, riscontriamo molte, troppe incertezze. Come sui numeri autorizzati e, più recentemente, perfino su un primariato che sembrerebbe esser stato messo in discussione, in favore di Pontedera. Come cittadini di Volterra e della Valdicecina siamo stanchi di proclami e di una cattiva politica sanitaria. Alla Asl, alla Regione, chiediamo il rispetto di un territorio e di strutture sanitarie che sono di livello. Insieme a delle risposte, che ci sono dovute, per un territorio che è capace di lottare e che non si rassegnerà a trattamenti da serie B, come molti vorrebbero.

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