Roberta Benini “Per Volterra”: l’esponente dell’opposizione incalza il sindaco Santi

Non si é fatta attendere la risposta da parte di Roberta Benini, dopo l’intervento di ieri di Giacomo Santi.

“Sono molti i modi per essere un buon amministratore e ognuno trova la propria strada. Credo che in assoluto non ci siano metodi giusti o sbagliati, ma solo buoni o cattivi risultati.
Quello che però racchiude tutto é la correttezza di non pretendere che i propri modi siano i soli giusti e che tutti gli altri siano sbagliati.
Santi fin dal suo insediamento ha sbandierato una gentilezza e una volontà di condivisione che appare ora, solo dopo due mesi di governo, un paravento per non ricevere critiche. Dice che lo show mediatico non gli appartiene, che non prova passione per la propaganda, che i social non sono il suo mondo, ma si preoccupa di correre a giustificare il proprio operato su quegli stessi strumenti che dice di ripugnare. La coerenza non è un interruttore che si accende e spegne a piacimento. Non si dovrebbe pensare di poter sbandierare sui social l’incontro con il prefetto, la partecipazione ad eventi o la candidatura a città europea e poi non usare quegli stessi metodi per parlare dei problemi seri della città e del territorio.
Troppo facile cercare solo rassicurazioni e consensi attraverso i media senza volere il contraddittorio, quando si sono passati gli ultimi 5 anni in consiglio comunale a pretendere soluzioni dagli altri usando gli stessi strumenti. Sarebbe coerente allora uscire da tutti i social.
Una cosa giusta la dice nel suo comunicato: Santi deve amministrare e deve essere dalla parte del bene di Volterra. Ma deve anche rendere conto a tutti delle proprie posizioni, non solo a chi lo sostiene ma soprattutto a chi non sente la necessità di chiamarlo per sincerarsi sull’iter che lui sta percorrendo. Il sindaco deve informare i cittadini su ciò che fa, non aspettare che gli venga chiesto.
È poco gentile pretendere adesso di non essere sollecitato ad agire per i problemi reali della città solo perché si è sindaco, senza ricordare di quando dall’opposizione promuoveva – attraverso i social e attraverso i volantini – azioni contrapposte a quelle dell’amministrazione che stava difendendo l’ospedale assieme alla popolazione.
Ma la frase che mi lascia più sgomenta del comunicato è quella che dice “non credo che si faccia un buon servizio alla causa sottolineando e amplificando difficoltà oggettive su alcuni servizi specialistici e ospedalieri che si stanno verificando in queste settimane, anche con comunicazioni inusuali, fraintendibili e di fatto fraintese come quella della sospensione totale dell’attività chirurgica in ortopedia.” Io invece credo che sottolineare ed amplificare le difficoltà oggettive su alcuni servizi di base che si stanno verificando in queste settimane sia utile, serva alla causa e sia, anzi, doveroso soprattutto da parte di chi ricopre cariche pubbliche. Sono proprio le sollecitazioni, i clamori, le rivoluzioni pacifiche ma urlate e le manifestazioni positive ma rumorose che fanno sentire la voce indignata di un territorio che pretende di aver la tutela della propria salute. Le persone hanno il pieno diritto di essere difese e di poter far sentire le proprie voci. Questo non fa venir meno e non è in contrasto con la gestione istituzionale dei rapporti con gli altri enti che Santi, in quanto sindaco, ha il compito non solo di mettere in atto, ma anche di comunicare. Chiedere di non amplificare, giustificare le difficoltà oggettive e le volontà gestionali di ASL e pretendere che chi ha bisogno di spiegazioni debba o possa andare a chiederlo direttamente a lui non fa parte del mio modo di vedere la politica e sinceramente é anacronistico. Il compito di un sindaco è quello di essere a disposizione dei cittadini, ed é bene ricordare, soprattutto di quelli che non lo hanno votato, che sono la maggioranza delle persone. Quei cittadini oggi, anche attraverso di noi, chiedono al Sindaco di prendere posizione formale, chiara, netta, inequivocabile, anche in loro rappresentanza su quello che sta accadendo. E la scelta di dire che questo non è il modo giusto di fare non basta, tanto più se anche il partito che rappresenta e che lo ha messo sulla seggiola più alta del comune dice, a differenza sua, che la situazione è inaccettabile e che si deve correre ai ripari, parlando addirittura di interruzione di pubblico servizio.
Santi fa bene a lavorare per il bene di Volterra e deve stare sereno sul fatto che se e quando otterrà buoni risultati per il comune, i cittadini e il territorio, noi non mancheremo di congratularci con lui, ma chiedere di non “fare rumore” sul fatto che servizi essenziali vengono tolti dall’ospedale o dare lezioni di bon ton quando lui per primo in questi anni non lo ha fatto, questo proprio non lo lascio fare.
Il sindaco deve prima di tutto tutelare gli interessi dei cittadini facendoli sentire parte di una famiglia che può e deve ascoltare tutte le voci. Imporre garbatamente i modi dicendo se e come le cose possono o non possono essere dette non è il nostro ne il mio modo di fare politica per la gente e in mezzo alla gente, con fermezza e determinazione. Senza cercare di apparire vittima di un sistema che fino a due mesi fa hai usato per primo.
Le cose Santi a noi piacciono alla luce del sole, la politica condivisa veramente, che ascolta e riporta i problemi delle persone. La cappa di piombo che ci chiedi di mettere sui problemi non fa per noi. Quindi buon lavoro, sulla torre, nel palazzo o dovunque voglia stare… Noi vogliamo essere nel mezzo alla gente.”

Roberta Benini Per Volterra

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