Festival Internazionale del Teatro Romano, Marlene Dietrich di e con
Ksenija Prohaska

Una straorinaria Ksenija Prohaska ha fatto rivivere, ieri sera al Teatro Persio Flacco, il mito della grande Marlene Dietrich: la diva, la donna, la madre. Il monoshow, nel programma degli spettacoli del Festival Internazionale Teatro Romano Volterra, ha ripercorso con la potenza di una magnifica interpretazione e di una voce di travolgente intensità e calore, la vita della grandissima attrice e cantante berlinese nella sua drammatica esistenza facendone emergere tutta l’umanità: la forza e la debolezza di una stella che ha conosciuto le luci scintillanti della ribalta ed infine la triste oscurità dell’abbandono. Autori dello spettacolo prodotto da Caravan, Spalato e Florian Metateatro Centro di Produzione Teatrale, sono Ana Tonkovic DolencicVlatko BrozIvan Leo Lemo. Al piano Fabio D’Onofrio che ha curato anche gli arrangiamenti. La traduzione è di Sandro Damiani; regia e set design sono firmati da Ivan Leo Lemo; la coreografia da Ivica Petric; e i costumi da Vedrana Rapic Prga

“Nell’interpretarla, la Prohaska, in abiti da femme fatale così come in vestaglia, in tacchi a spillo così come in pantofole rosse, ne racconta i trionfi e i drammi: la solitudine di chi sta sotto la luce, spesso accecante, dei riflettori, le infatuazioni, fra cui quella per Jean Gabin, il difficile rapporto con la figlia Maria, l’esilio in America, l’odio per Hitler, la trincea in Europa, il ritorno, il ripudio dei berlinesi, l’alcolismo, la vecchiaia, la miseria, l’oblio”.

Il repertorio musicale spazia da ‘Lola” e ‘Falling in love again” a “Mein blonde baby” e “Boys in the backroom”, da “Jonny” e ‘Where have all the flowers gone”, a “In den kasernen” e “I wish you love”, da “La vie en rose” e “Ich hab’ noch einen koffer in Berlin” ad “I wish you love” e “The laziest gal in town”, per concludere con una “Lili Marlene” da nodo in gola…

Al Mittelfest di Cividale del Friuli, la “prova d’attore” della Prohaska le fece ottenere il Premio Adelaide Ristori.

 

Il monoshow “Marlene Dietrich”, che Ksenija Prohaska porta in giro per il mondo sin dal 1999 (in croato, italiano, inglese, spagnolo, ceco), è uno dei migliori monodrammi con musica della scena croata degli ultimi trent’anni.

L’idea di mettere in scena la vita della diva berlinese, attraverso 11 brevi monologhi intercalati da 13 song, nasce dopo che nel 1991, su indicazione della Dietrich stessa, esaminati i provini, Ksenija Prohaska viene scelta per ricoprirne il ruolo nel film hollywoodiano “Bugsy” (3 Oscar e 8 Nomination) di Barry Levinson e Warren Beatty.

“Disegnare il mito è sempre difficile – ha scritto un critico – ma la somiglianza della Prohaska con la Dietrich, il suo lieve accento straniero nella recitazione in italiano, la tenerezza con cui sfiora i momenti più delicati per una donna e il suo modo di cantare, riportano alla ribalta una persona più che un personaggio”.

“Nell’interpretarla, la Prohaska, in abiti da femme fatale così come in vestaglia, in tacchi a spillo così come in pantofole rosse, ne racconta i trionfi e i drammi: la solitudine di chi sta sotto la luce, spesso accecante, dei riflettori, le infatuazioni, fra cui quella per Jean Gabin, il difficile rapporto con la figlia Maria, l’esilio in America, l’odio per Hitler, la trincea in Europa, il ritorno, il ripudio dei berlinesi, l’alcolismo, la vecchiaia, la miseria, l’oblio”.

Il repertorio musicale spazia da ‘Lola” e ‘Falling in love again” a “Mein blonde baby” e “Boys in the backroom”, da “Jonny” e ‘Where have all the flowers gone”, a “In den kasernen” e “I wish you love”, da “La vie en rose” e “Ich hab’ noch einen koffer in Berlin” ad “I wish you love” e “The laziest gal in town”, per concludere con una “Lili Marlene” da nodo in gola…

Al Mittelfest di Cividale del Friuli, la “prova d’attore” della Prohaska le fece ottenere il Premio Adelaide Ristori.

 

In carriera, tralasciando cinema e televisione, la Ksenija Prohaska attrice di teatro ha vestito, tra gli altri, i panni di Serafina delle Rose (“La rosa tatuata”), Filumena Marturano, Madre Coraggio, Ariel (“La Tempesta”), Geltrude (“Amleto”), Clara Schumann, Billie Holiday, Marthe (“Chi ha paura di Virginia Woolf”), Clitennestra (Orestea”), Ljubov Andreevna (“Il giardino dei ciliegi”), Armande (“Le Intellettuali”), La Sposa (“Nozze di sangue”), La Contessa Olivia (“La dodicesima notte”).

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