Il Gruppo Consiliare “Per Volterra” interviene sulla tragedia avvenuta la scorsa settimana a Monterotondo

La tragedia avvenuta tra la notte di mercoledì e giovedì scorso a Monterotondo ci ha lasciato sbigottiti e inermi, confermandoci ancora una volta, anche se non c’era bisogno, che non possiamo abbassare la guardia sul contrasto alla violenza, sulla lotta ferma verso i numerosi femminicidi che ogni anno si verificano in Italia. L’ultimo in ordine di tempo è accaduto vicino a noi, accendendo i riflettori su situazioni e segnali che molto spesso percepiamo come “normali” e ai quali non prestiamo quindi la giusta attenzione.

Anche in questa terribile tragedia si è spezzata definitivamente una vita e altre sono state irrimediabilmente segnate, nello sbigottimento generale e nell’impotenza che ne deriva.

Per questo non dobbiamo abbassare la guarda e condannare fermamente questo tipo di azioni, questi crimini, attraverso l’educazione, la sensibilizzazione collettiva, la tutela. Troppo spesso ci abituiamo a condizioni incancrenite, credendo che la nostra parte di buona azione sia terminata mettendo un mi piace ad un post nella giornata contro la violenza sulle donne, o partecipando a qualche incontro pubblico.

Crediamo invece che il compito delle istituzioni sia quello di provare ad educare e sensibilizzare alla cura della collettività. Abbiamo aspettato che passasse qualche giorno dalla tragedia perché credevamo che l’Amministrazione ci contattasse per manifestare insieme un simbolo di vicinanza alla vittima, o meglio alle vittime, e per quanto accaduto. Non avendo ricevuto nessuna proposta vogliamo noi stessi chiedere la possibilità di poter mettere un piccolo simbolo all’interno del palazzo comunale, che serva, oltre che per manifestare cordoglio e vicinanza, anche per i cittadini e i turisti che vengono a visitare Volterra in questi giorni, come elemento di stimolo a pensare che tutto questo può riguardare tutti noi, in qualsiasi momento.

Proporremo inoltre all’Amministrazione di poter, attraverso la Commissione per le pari opportunità, pensare ed organizzare eventi specifici dedicati al tema, anche nello spirito di riflessione per questo dramma umano.

Non possiamo girarci dall’altra parte e fare finta che tutto questo sia diventato parte della normalità di un’estate che nella mente di molti lascerà un segno profondo, un segno che non ha colpito solo la famiglia di Silvia, ma tutti noi.

Roberta Benini, Rossella Cambi, Massimo Fidi

Gruppo consiliare Per Volterra

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1 Comment

  1. Lui aveva i suoi problemi, quindi l’assistenza sociale ne era a conoscenza; lei si era curata per una grave malattia, quindi la ASL avrà fornito assistenza psicologica. Sono 40 anni che la gente vi dice che il sistema di assistenza sociale (l’unico che potrebbe prevenire certe cose se solo si coordinasse con le forze dell’ordine) non funziona! E il problema è a livello nazionale. Quindi colpa della politica.

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