Onironauti, i sogni e i bisogni dei giovani delle scuole di Volterra nell’era del Covid, nel murale di Nico Lopez Bruchi

Martedì 21 dicembre alle ore 12, verrà presentato alle scuole e alla cittadinanza di Volterra, il murale realizzato da Nico Lopez Bruchi e curato da Cinzia de Felice, nell’ambito del progetto ONIRONAUTI, sulla facciata di una abitazione privata in via Piani di Santa Chiara 1 (di fronte al supermercato Conad).
Il progetto ha visto la realizzazione di una serie di interventi di arte pubblica in alcuni comuni dell’Alta Val di Cecina: Pomarance, Castelnuovo Val di Cecina e Volterra. Si tratta di un percorso sviluppato all’interno del maxi progetto SOGNI E BISOGNI, di cui l’Associazione Carte Blanche è capofila di un partenariato di 31 partner tra cui, insieme ad una moltitudine di associazioni, i Comuni di Volterra, Pomarance, Castelnuovo Val di Cecina, Montecatini Val di Cecina, Monteverdi Marittimo, la Fondazione Cassa di Risparmio di Volterra e gli Istituti ITCG Niccolini, IIS Carducci, IC Volterra e IC Tabarrini di Pomarance, sostenuto da CON I BAMBINI nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile.
ONIRONAUTI vuole piantare semi di cambiamento, utilizzando un percorso artistico come metodo di comunicazione e di confronto tra giovani e territorio mediati attraverso l’azione dell’artista, fino ad arrivare alla creazione di un’opera di restituzione che veda protagonista il risultato di tale percorso e che ne rappresenti i sogni e bisogni.
Le tematiche principali del murale, sono emerse in seguito a un percorso di scambio e di incontri dal vivo e da remoto, tra Nico Lopez Bruchi, e gli studenti del Liceo Artistico di Volterra, durante i periodi di lockdown a causa del Covid19, durante i quali Nico, ha chiesto loro di raccontare i propri bisogni profondi e i loro sogni, quelli più impossibili e più credibili, e anche i più irraggiungibili.
Sono emersi punti di vista anche molto razionali e pratici, con una riconoscibile influenza dei genitori, e molte preoccupazioni legate al lavoro e all’economia. E’ emersa in maniera molto pressante, la mancanza di luoghi di ritrovo e socialità, ovviamente trattandosi di un periodo durante il quale tutti erano chiusi in casa per le misure di sicurezza adottate a livello nazionale, e anche il desiderio di riprendersi la propria vita, di tornare a scuola, di vivere avventure, di uscire dal proprio guscio e dalla propria casa.
Così tra le idee e i sogni più comuni, sono emerse la voglia di libertà, di rinascita, l’apertura delle gabbie personali, si è ipotizzato un mondo ideale, fatto dai giovani, per i giovani, dove il vecchio, l’antico, la tradizione, coesistano senza problemi con il nuovo e dove tutto viene integrato senza alcuna discriminazione.
Nico, ha elaborato gli input ricevuti durante gli incontri con gli studenti e con i loro docenti, trovando diverse possibilità di interpretazioni concettuali di questi contenuti.
Come simbolo guida, per descrivere l’isolamento del lockdown e la voglia di rinascita è stato individuato “l’uovo”. L’uovo che si schiude e dal quale ha inizio la vita. Un immaginario fatto da una moltitudine di uova che si schiudono, una accanto all’altra, come a rappresentare una sorta di villaggio, dal quale emergono ragazzi che ritornano di nuovo alla vita. L’opera diventa quindi simbolo della fine di questo terribile periodo di chiusura e solitudine a causa del Corona Virus. Un altro significato delle uova è legato alla materia prima dell’alabastro, unica e rappresentativa di Volterra, con cui vengono realizzati da tantissimi anni souvenir di quella forma.
I personaggi che escono dalle uova schiuse, vanno tutti in direzione di una città fatta di desideri, di strumenti musicali, di simboli del passato e del futuro. E’ una città tutta da scoprire, si intravedono il Teatro Romano, il campanile, il gufo in alabastro. In lontananza vi sono fabbriche, c’è una città tutta da scoprire, i cui palazzi sono fatti a forma di tromba o di cocktail, di tutte quelle cose che sono mancate di più durante il periodo di isolamento obbligato e che non hanno reso possibile vivere la vita sociale a cui tutti erano abituati.
Nico Lopez Bruchi ha continuato ad incontrare e confrontarsi con gli studenti che, accompagnati dai loro insegnanti, a più tappe hanno seguito le varie fasi di realizzazione del lavoro.
L’opera è stata realizzata sulla facciata di una abitazione privata, posta proprio di fronte alla pensilina della fermata degli autobus, sempre affollata dagli studenti che escono dal vicino Liceo Artistico. La scelta non è casuale, la fermata degli autobus, sarà così un punto di osservazione permanente per gli studenti di ora e di tutte le generazioni a venire, e gli ricorderà ogni giorno che i loro sogni e bisogni, specialmente quelli dell’ epoca dura e difficile che hanno vissuto, sono ora sotto gli occhi di tutta la comunità attraverso il racconto di un artista che è diventato anche il loro.

Si ringraziano tutti gli sponsor tecnici, l’Ufficio Tecnico del Comune di Volterra, tutti i docenti e i dirigenti scolastici, l’Ing.Patrizio Giannelli per la concessione della facciata, e tutti quanti hanno contribuito, ognuno a suo modo, alla realizzazione di quest’opera.

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