“Per Volterra”, sulla mancata apertura del Museo Guaranacci: “verrebbe da avvalersi un detto volterrano: me lo sentivo sdrucciolà”

Dopo mesi e mesi di chiusura siamo finalmente arrivati alla data della completa riapertura del Museo Guarnacci. Una riapertura tanto attesa, pubblicizzata, enfatizzata dall’onnipresente assessore alle culture Danti e tanto appoggiata, nel suo consueto silenzio, dal sindaco Santi.
Siamo abituati da tempo alle sparate nel vuoto e agli annunci roboanti della giunta Santi, ma non ci era mai successo di veder rimandati eventi e scadenze così tante volte, soprattutto quando sono da tempo stati inseriti su un calendario che, a detta degli organizzatori, è il non plus ultra della programmazione e della capacità, per il quale abbiamo pagato fior di professionisti.
Non entriamo nel merito del lavoro eseguito, peraltro servito su un piatto d’argento dalla precedente amministrazione, ma entriamo nel merito della parte politica della questione.
Capiamo che il super assessore, forse in profumo di prossime candidature in altri lidi, voglia portare in alto il suo profilo politico e il suo operato, a nostro avviso fin qui dal risultato scarso. Comprendiamo, anche se non condividiamo, che abbia voluto enfatizzare la riapertura del Museo Guarnacci come un evento straordinario addirittura da metterlo nel calendario eventi di Volterra2022 con ben due date: il primo evento per esaltare la riapertura del primo piano e del piano terra e il secondo evento per la tanto sospirata, ed attesa da molti mesi, riapertura totale.
Ma quello che sta accadendo è paradossale. Verrebbe da avvalersi un detto volterrano: me lo sentivo sdrucciolà.
Infatti, dopo i molti annunci e gli altrettanti rinvii di ultimazione dei lavori, protratti nel tempo da due anni, siamo di fronte ad una vera e propria presa in giro verso i volterrani e verso tutti i visitatori che sono arrivati e, senza informazioni dedicate, hanno trovato per mesi il Museo chiuso o ultimamente semichiuso.
Abbiamo più volte sottolineato i molti ritardi e sollecitato soluzioni alternative e, quando finalmente il 4 Maggio 2022 è apparso un bell’articolo su un quotidiano nel quale l’assessore dichiarava che “Chiudere il Guarnacci è stato giusto. Ora è di livello Europeo”, attendendo per l’inaugurazione del 21 Giugno perfino la presenza del Presidente della Regione Giani, ci siamo detti… finalmente ci siamo.
Oggi però siamo di fronte all’ennesima doccia fredda. Non solo il 21 il Guarnacci non ha riaperto nel complessivo, non solo si presenta ancora nascosto da impalcature e ponteggi che molto spesso ne nascondono anche la presenza, ma addirittura l’evento è stato eliminato dal calendario! come a dire… non abbiamo sbagliato perché non era previsto. Peccato però che sui canali di promozione, anche regionali, il programma sia compreso di questa riapertura!
Chissà cosa penseranno i vari visitatori che hanno aspettato la ripresa complessiva per visitare il Museo, magari prenotando il loro soggiorno a Volterra proprio in funzione di questo evento tanto pubblicizzato. Chissà se chiederanno a Danti e Santi il rimborso di quello che hanno perso nella visita. Questo non lo sapremo con certezza, ma conosciamo bene il pensiero dei nostri concittadini o di quegli esercenti che, in prossimità del Museo, stanno lavorando nelle mille difficoltà di vivere un cantiere perenne, senza avere risposte precise su quando terminerà.
Onestamente, dopo le sonore bocciature alle nostre proposte di soluzioni alternative, dopo aver ascoltato la presunzione di essersi accaparrati i meriti di un progetto che non è stato voluto, preparato, ottenuto e messo in essere da questa giunta, ci aspetteremmo che Danti e Santi chiedano scusa (senza far ricorso a inadeguate scuse tecniche) per la caotica e inadeguata gestione e programmazione politica di questo miglioramento al Guarnacci.
Si sa che i politici sono poco propensi ad ammettere i loro errori, ma questo è palesemente sotto gli occhi di tutti: errori di programmazione e di comunicazione uno dietro l’altro, che hanno avuto il solo scopo di privare la città di un gioiello come il Museo etrusco.
Solo per questo l’assessore Danti dovrebbe chiedere scusa e tornare nella sua Pisa. Anche per questo (ma non solo per questo, dopo la sconfitta di capitale italiana della Cultura) dovrebbe ammettere di non avere compiuto quello che era stato chiamato a fare.
Speriamo che a Santi e Danti sia rimasto un piccolo barlume di attaccamento alla città e che si decidano a farsi da parte, loro e quest’idea di cultura che non rende partecipi e soprattutto non valorizza una città che per fortuna si valorizza da sola.
L’augurio che ci facciamo è che tutto questo possa finire presto e che si possa tonare ad una normalità nella quale i detrattori delle precedenti amministrazioni avrebbero urlato allo scandalo, mentre ora tacciono e fanno finta che tutto vada bene. Valorizzare la città non vuol dire farsi un selfie per l’inaugurazione, che a questo punto suggeriamo a Santi proprio di non fare, quantomeno per decenza istituzionale o magari solo per non sentirsi rivolgere un altro vecchio detto riadattato “Il politico i soldi del bilancio li spende tre volte, ma le inaugurazioni la giunta Santi anche tre o quattro”.

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