
ARTURO TOSCANINI. . . 30° episodio
Arturo Toscanini, uno dei più grandi direttori d’orchestra di sempre. Nasce a Parma il 25 marzo 1867. L’impeto, l’incanto nell’esecuzione perfetta dei brani, il genio di Arturo Toscanini, grande direttore d’orchestra, soprannominato dai suoi contemporanei il “Forbsòn”, per le critiche taglienti come forbici e il perfezionismo che esprimeva in eclatanti scenate d’ira rivolte ai suoi musicisti.
Gli amanti e appassionati di certo genere di “musica alta” ricordano, per avere ascoltato le esecuzioni da lui dirette, l’enorme talento che sapeva esprimere, ma forse pochi sanno che Toscanini è stato un patriota, e dopo un primo momento di accettazione del fascismo che aveva come speranza di rivalsa sociale e culturale e dopo la marcia su Roma nel 1929 e la deriva autoritaria, difficili da accettare per chi come lui, aveva un’alta idea di democrazia, diventa fervente antifascista al punto da lasciare la direzione al Teatro La Scala di Milano per riparare in America.
Forse in pochi sanno che nel 1931, Toscanini fu pubblicamente schiaffeggiato per avere rifiutato, in apertura di esibizione a La Scala, di eseguire l’inno fascista Giovinezza e che, primo non tedesco a dirigere un’orchestra al festival dedicato a Wagner a Bayreuth, in Germania, nel 1933 scelse di non recarsi a questo evento per protesta contro il regime nazista. E ancora, che nel 1936, si recò in Palestina per dirigere un gruppo di musicisti ebrei che, in collaborazione con il musicista polacco Bronislaw Huberman, aveva aiutato a fuggire dall’Europa. Un artista e un genio tutto d’un pezzo per il quale l’arte rimane al di sopra di qualsiasi altra cosa, e come tale non può e non deve sottostare a nessun tipo di compromesso, tantomeno politico.

ARTURO TOSCANINI – Wagner: Ride of the Valkyries