Orologio Data e Ora

CURIOSITA’

La leggenda di Geordie – una storia che attraversa i secoli.

Ci sono canzoni che non appartengono solo a chi le canta, ma ai secoli che le hanno custodite.
“Geordie” è una di queste. Molti di noi l’hanno incontrata attraverso la voce profonda e poetica di Fabrizio De André, ma le sue radici affondano molto più lontano, fino alla Scozia del XVI secolo.
Per capire Geordie bisogna immaginare un mondo diverso dal nostro: terre battute dal vento, castelli immersi nella nebbia, popoli divisi tra fedeltà e ribellione, dove la legge del re era tanto potente quanto spesso crudele. Chi era Geordie? Dietro la ballata si cela, secondo molti storici, la figura di George Gordon, conte di Huntly. Un giovane aristocratico accusato di tradimento contro il re Giacomo VI di Scozia nel 1598. Si racconta che venne condannato a morte… e poi graziato all’ultimo momento grazie all’intercessione della sua potente famiglia. Nella versione popolare della ballata però, Geordie non ha la stessa fortuna. Il popolo lo piange, e la sua amata implora clemenza – ma nessuna supplica basta a salvarlo. La corda d’oro. Nelle parole che De André ci ha lasciato, Geordie viene condotto al patibolo “con una corda d’oro”. Non è un simbolo poetico casuale: nel medioevo inglese il bracconaggio nelle terre reali era punito con la morte, ma a Geordie – uomo nobile – viene riservata una corda d’oro, emblema di un tragico privilegio. Anche davanti alla morte, le differenze sociali restano scolpite. Una storia di amore, giustizia e destino Geordie è la voce di chi cade vittima del potere, di chi paga un prezzo troppo alto, di chi lotta per ciò che ritiene giusto – e di chi non smette di amare, nemmeno quando tutto sembra perduto. Forse è per questo che questa ballata ha viaggiato nei secoli: per ricordarci che dietro ogni condanna c’è un essere umano, e che la giustizia senza compassione rischia di diventare solo un’altra forma di crudeltà. E ogni volta che ascoltiamo “Geordie”, non ascoltiamo solo una canzone. Ascoltiamo una storia che il tempo non ha voluto dimenticare.