Orologio Data e Ora

CURIOSITA’

Il Grande MARCO COLUMBRO

«Lorellina la finzione scenica non sa cosa sia. Pure gli schiaffoni me li tirava per davvero». Marco Columbro racconta così uno dei ricordi più vividi del suo lungo percorso nel mondo dello spettacolo, parlando del periodo in cui formava una delle coppie più amate della televisione insieme a Lorella Cuccarini. Non era solo una collaborazione lavorativa, ma un vero rapporto di fiducia, tanto che lei lo sottoponeva a durissimi allenamenti per prepararlo ai numeri di danza: “Mi tenne in palestra per sei ore al giorno, senza pietà, finché non imparai”. La loro sintonia era così forte che qualcuno pensava addirittura ci fosse una storia tra loro. Quando Cuccarini sposò Silvio Testi, diverse persone le scrissero per chiederle spiegazioni su Marco. Columbro però lo chiarisce: “Non c’è mai stato nulla, era innamoratissima di Silvio”. Le origini di Columbro risalgono agli anni Settanta, quando si presentò in Rai come mimo, completamente vestito di nero e con il volto imbiancato. Il suo primo ruolo importante arriva nel 1975 con Marco Visconti, ma è dietro le quinte che emergono i primi ostacoli: Majano gli fa subito notare la necessità di lavorare sulla dizione: “Majano mi chiese: ‘Poi quella c aspirata la perdi, vero? ’. ‘Certo, sì, sì’”. Dopo aver lavorato con Dario Fo, si ritrova a doppiare il draghetto Five su Canale 5. L’incontro con Silvio Berlusconi segna una svolta: “Un giorno mi annunciò: ‘Farai un programma alle otto e mezza’. ‘Di sera? ’. ‘No, di mattina’. Era Buongiorno Italia”. Columbro ricorda anche di aver dato consigli alimentari a Berlusconi, che gli fecero perdere undici chili. A fine anni Ottanta arriva il Telegatto per Tra moglie e marito, show che gli resta impresso soprattutto per la schiettezza delle signore del pubblico: “Le signore erano sfacciate, raccontavano i fatti loro nei minimi dettagli”. Oggi Columbro riflette su quanto sia cambiata la televisione: “Lavoravi insieme 10 ore al giorno, ci si voleva bene, eravamo tutti amici. Oggi quel tipo di varietà è morto, non si investe più in programmi che costano, producono soltanto quiz, reality e talk show”. Tra i suoi lavori più seguiti anche la fiction Caro maestro, con oltre 7 milioni di spettatori. Su Elena Sofia Ricci dice: “Era logorroica, tra un ciak e l’altro mi raccontava tutti i fatti suoi”. Il 7 dicembre 2001 la sua vita cambia: un aneurisma cerebrale lo colpisce durante una visita in un monastero tibetano. Racconta di essersi svegliato dal coma senza ricordare nemmeno come radersi, con difficoltà nel parlare e una parziale paralisi. “Ho fatto ginnastica, logopedia. Ho recuperato in fretta. Un anno dopo ero in teatro. Un azzardo. Ma volevo sapere se ero ancora capace o ero fottuto”. Dopo una breve esperienza a Paperissima, la TV sembra dimenticarlo. “Per la tv sono come morto”, dice oggi senza giri di parole. Racconta di aver scritto a Berlusconi per chiedere aiuto: “Nel 2006 gli scrissi una mail: ‘Ho bisogno di lavorare’. Mi telefonò subito. ‘Domani ti chiameranno’. Non è mai successo”. Non si spiega il motivo di questo allontanamento: “Lo ignoro. Questo enigma me lo porterò nella tomba. Ero al massimo della popolarità. Antipatico a qualcuno? Non credo. Mi scoccia elemosinare il lavoro”. La Rai, intanto, lo considerava troppo legato a Mediaset. Parlare con Pier Silvio Berlusconi? “Parlare con lui è difficilissimo, ci ho rinunciato. Dieci anni fa mi fecero un contratto di due anni, però non ho avuto nessun programma”. E aggiunge: “Non sono più miliardario come un tempo”. Commentando i colleghi, Columbro dice di non sapere perché Barbara D’Urso sia stata esclusa dalla TV e riconosce il successo di Gerry Scotti: “È bravo, ha un programma giusto, sono contento del suo successo, se lo merita”. Su Stefano De Martino, invece, non si sbilancia: “L’ho visto un paio di volte, non mi è né simpatico nè antipatico, non buca, non mi fa né caldo né freddo”. Oggi tornerebbe davanti alle telecamere solo per una fiction, ma non crede che accadrà: “La vita è così, sono contento, ho fatto un lavoro splendido, mi sono divertito, la gente mi ferma ancora per strada. ‘Sei un grande! ’, mi vogliono bene, soltanto questo conta”.