Orologio Data e Ora

IN… CHIAVE DI VIOLINO

FRANK ZAPPA. . . 28° episodio

Nato il 21 dicembre 1940 a Baltimora, da una famiglia di immigrati italiani, Zappa crebbe in un ambiente familiare con un padre impiegato nel settore pubblico. Autodidatta totale, iniziò come batterista e poi si perfezionò come chitarrista, sviluppando un talento unico che avrebbe rivoluzionato il panorama musicale. La sua musica rappresentò un vero e proprio collage di generi: dal rock’n’roll al blues, dal jazz alla musica cla classica contemporanea, passando per il doo-wop e le sperimentazioni elettroniche.

urante gli anni della controcultura, Zappa si fece portavoce di una ribellione intellettuale contro la società americana: criticò il moralismo ipocrita, la religione dogmatica e le logiche del consumismo sfrenato. Il suo quarto album, We’re Only in It for the Money (uscito nel marzo 1968, nel pieno delle contestazioni giovanili), è un manifesto di dissenso e satira sociale. Sempre fedele alla libertà di espressione, difese con veemenza il diritto di criticare e mettere in discussione tutto, anche a costo di essere considerato scomodo.

Zappa si distinse anche per il suo approccio indipendente alla produzione discografica: registrava le sue opere in modo autonomo e negoziava con le etichette solo per la distribuzione. Opposto all’uso di droghe, era invece fermamente a favore della legalizzazione, incarnando un’ideale di libertà personale e artistica che lo rendeva unico nel panorama musicale. La sua influenza e il suo contributo sono stati riconosciuti con l’ingresso nella Rock and Roll Hall of Fame nel 1995.

Negli ultimi anni della sua vita, Zappa si dedicò a sperimentazioni tecnologiche con strumenti come il Synclavier, un sofisticato sintetizzatore digitale e campionatore, anticipando tendenze che oggi sono parte integrante della musica contemporanea. Nel 1990 fu anche nominato «Eroe dell’underground» dal presidente cecoslovacco Václav Havel, in riconoscimento del suo ruolo nell’ispirare la Primavera di Praga e la libertà di espressione sotto il regime sovietico, il quale censurò la sua musica ma che rimase molto popolare tra i giovani.

In modo quasi paradossale, Zappa fu anche fonte di ispirazione per una delle canzoni rock più celebri di tutti i tempi, Smoke on the Water dei Deep Purple, nata dall’incendio del Casinò di Montreux, che si verificò mentre uno dei suoi concerti si svolgeva proprio in quella località.

Oggi, la musica di Zappa viene ancora eseguita in contesti diversi, dai festival di musica classica contemporanea alle rappresentazioni teatrali come quelle alla Scala di Milano con il suo The Yellow Shark. I critici concordano: «Verrà un tempo in cui Frank Zappa sarà riconosciuto come uno dei più grandi compositori del Novecento». La sua eredità si fonda sull’eclettismo, sulla libertà creativa e sulla bellezza dell’arte, valori che lui stesso sintetizzò affermando: «Senza musica la vita sarebbe solo una noiosa sequenza di impegni e bollette da pagare».

Se c’è qualcosa che Zappa ci ha insegnato, è che l’arte non ha limiti e che il vero genio sta nel mettere in discussione tutto, per scoprire nuove vie di espressione e di libertà.