SOS Volterra: le cure intermedie sono un pugno di mosche

L'associazione critica duramente il progetto dell'ASL

L’associazione in difesa dell’Ospedale “SOS Volterra” in un comunicato avanza nuove critiche al piano dell’ASL Toscana Nord-Ovest: “Per capire se un provvedimento è buono o meno, è sempre indispensabile capire in che contesto avviene. Addirittura ci sono parole (il fenomeno si chiama enantiosemia) che, se cambia il contesto, assumono un significato completamente opposto. Ecco, fra l’era pre Covid e l’era post Covid c’è un abisso, a livello di contesto. Penso che su questo, possiamo essere tutti d’accordo. Ora, qualcuno vorrebbe farci anche credere che non è cambiato nulla, e che dobbiamo esultare per un autentico “pugno di mosche”. Stiamo parlando delle cure intermedie. Un progetto, quello delle cure intermedie, che abbiamo chiamato in precedenza pure “arma di distrazione di massa”, in primis perché si tratta di “Territorio”, e non di “Ospedale”, come ci è stato invece venduto. Ma quello su cui vogliamo far riflettere è proprio il contesto.”

Il Coronavirus ha cambiato quindi le carte in tavola: “Prima dell’era Covid, avere dei posti in più di cure intermedie, senza che venissero toccati i posti letto dell’Ospedale (ammesso che questo possa avvenire adesso o che fosse avvenuto prima, cosa impossibile dato il piano firmato), poteva essere considerato accettabile. Che non ci venisse spacciato come rilancio dell’Ospedale, ma comunque sarebbe stato accettabile. Ma adesso, dopo che tutti si sono accorti che la sanità pubblica è stata definanziata per ben trentasette miliardi di euro in questi anni, mentre tutti i politici sono per questo con la cenere sul capo, con lo stanziamento appena approvato di tre miliardi e duecentocinquanta milioni di euro per Ospedali, medici, infermieri e assistenza territoriale, di cui ben “un miliardo e quattrocentosessantasette milioni di euro per strutturare almeno 3.500 posti di terapia intensiva in più e 4.225 di subintensiva, il 50% dei quali potranno essere immediatamente riconvertiti in letti per pazienti da intubare”, andare a strombazzare un cronicario e le relative assunzioni, come un potenziamento dell’Ospedale, scompaginando allo stesso tempo tutte le funzioni del presidio ospedaliero, con implicazioni tutte da capire e proprio nel momento in cui si rischia il rimbalzo dei contagi da Covid, è davvero oltre i confini di qualsiasi realtà.”

Oltre al danno la beffa, secondo SOS Volterra: “Le misure del governo porteranno quindi strutturalmente a 0.14 posti letto ogni mille abitanti, la dotazione complessiva di posti di terapia intensiva, ma noi dovremmo dormire fra quattro guanciali con le cure intermedie. Se facciamo un banale calcolo infatti, 0.14 per venti, ossia il corrispettivo delle ventimila anime presenti sul nostro territorio, fa 2.8. Almeno due, tre posti letto di terapia intensiva quindi. Esattamente ciò che da sempre SOS Volterra chiede. Dopo aver perso il treno dell’emergenza quindi, stiamo perdendo anche il treno dei pentimenti (magari ci fosse stato in tutti questi anni) frutto di un sistema che finalmente riconosce gli errori capitali fatti finora. È finita qui? No, ma certo. C’è anche la beffa. C’è chi vorrebbe  perfino far credere di non aver mai partorito il piano, tra l’altro varato appena prima dell’era Covid, che puntava al taglio di otto posti letto di chirurgia e ortopedia, facendoci scendere per la prima volta sotto quota 50 posti letto ed operando un declassamento. È paradossalmente solo grazie al Covid19 che non è così. Noi, comunque, non dimentichiamo.”

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