
PAROLE – 34° episodio
Ci sono parole che, pur essendo usate da tutti, hanno il potere di comparire ovunque senza portare nulla di nuovo. Parole passepartout, si dice, quelle che sembrano dare consistenza a ogni frase senza però aggiungere reale contenuto.
“Assolutamente” è il classico esempio. È diventato il “timbro” con cui confermare qualsiasi cosa: “Assolutamente d’accordo”, “Assolutamente no”, “Assolutamente da evitare”. In realtà significa solo senza eccezione, ma ormai accompagna tutto, dal caffè al meteo.
“Praticamente” è un’altra parola che ha fatto carriera. Serve a dare l’idea di sintesi o semplificazione, ma spesso è usata come riempitivo: “Praticamente siamo arrivati in ritardo”, “Praticamente ho finito il lavoro”. In realtà, senza di essa, le frasi resterebbero chiare lo stesso.
“Fondamentalmente” e “sostanzialmente” fanno la stessa fine: sembrano parole ponderate, importanti, filosofiche. In realtà aggiungono peso, ma non sempre sostanza. Alla fine, se ascoltate attentamente, potreste eliminare quasi tutte queste parole e scoprire che la frase non perde nulla. Anzi, guadagna in chiarezza.
E ancora “e via dicendo”, spesso ripetuto inutilmente come se fosse una bacchetta magica che chiude la frase.
La morale? Meglio usare parole semplici e precise: non c’è nulla di più elegante di un discorso chiaro.
Perché le parole non devono impressionare, devono comunicare.
E se vi capita di sentire qualcuno dire “assolutamente praticamente sostanzialmente d’accordo”… beh, vi conviene prendere un caffè prima di rispondere.
Ma ne parliamo nella prossima puntata! 😄
…al prossimo episodio!
