GLI EX MACELLI COME SPAZIO AGGREGATIVO La Fondazione CRV lancia la proposta a sostegno dei giovani

Giovani che si ritrovano la sera in luoghi improvvisati come il loggiato di Piazza San Giovanni, al riparo dalla pioggia ma non dal freddo, che scherzano e ridono seduti sul muretto o in terra, oppure, sempre nella piazza, giocano a calcetto prima del calare del sole. Dopo gli anni difficili della pandemia, gli adolescenti tentano di ritrovarsi, di ricordarsi com’era lo stare insieme senza paure e limitazioni, ma superare anche l’isolamento dettato dalle nuove tecnologie per riscoprire il piacere della condivisione è tutt’altro che facile, specialmente senza il supporto di una comunità. “A Volterra, purtroppo, non esiste uno spazio per i giovani – afferma Roberto Pepi presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Volterra
– e loro non sanno dove andare, mentre la città deve ben valutare questo loro bisogno, e soddisfarlo in concreto e alla svelta. I giovani di oggi rappresentano il futuro di Volterra, saranno i lavoratori di domani, i medici, gli insegnanti, la nuova classe dirigente. E una comunità come la nostra non può non prendersene cura, anche mettendo a disposizione dei punti di aggregazione dove possano manifestare la loro socialità, divertire, ed esercitare le loro passioni, creando delle esperienze di condivisione che sono fondamentali in un percorso di crescita, perché se non viene data questa possibilità, allora la cercheranno altrove – spiega Pepi – ci sono molti immobili che in un‘ottica di rigenerazione urbanistica andrebbero ristrutturati e utilizzati, ma credo che la più adatta a questa necessità sia la location degli ex macelli. È centrale, ha un’ampio parcheggio, la struttura è grande e architettonicamente molto interessante. Qui portando avanti un’opera di riqualificazione dell’area, potrebbe sorgere un centro polifunzionale, eventualmente da far gestire ai giovani, adatto anche come sede delle associazioni
volterrane – insiste Pepi – la mia è una riflessione sulla scarsa attenzione nei confronti delle nuove generazioni da parte di una città che dovrebbe invece coltivare in esse il senso di appartenenza, per rinsaldare un legame duraturo e convinto con il territorio”.

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